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La velocità dei server ed il routing dei pacchetti

Durante i corsi e-commerce che teniamo, sia quello sulla strategia, sia quello sulla parte progettuale, spieghiamo che una cosa importante è che il server sul quale è posto il sito di commercio elettronico sia posto vicino al mercato di riferimento. La cosa è fondamentale in termini di posizionamento sui motori di ricerca, di accessibilità ed usabilità, di conversion rate.

Troppo spesso ci si ferma alla velocità del server, si prende una macchina americana perché si considerano le sue performance ed i costi, ma ci si scorda di altri aspetti forse ancora più importanti. Vediamone assieme alcuni.

 

La rete non è a trasferimento istantaneo

Molti immaginano Internet come un qualcosa di complesso, ma unitario, un insieme così stretto e collegato di computer che se vi pongo sopra un bit, questo è immediatamente disponibile a tutti sul pianeta. Non è così.

Internet è un insieme di computer collegati tra loro tramite dispositivi di vari tipi, dai cavi agli switch, dai router ai proxy, da ponti radio a cavi transoceanici, ecc. Parti hardware, parti software, parti che non si riesce neppure a capire se siano hw o sw.

Quando poniamo un bit su un elemento connesso alla rete, questo deve farsi un certo giro, per arrivare a destinazione. Il tempo impiegato non è dato solo dalla velocità delle macchine ai due capi del percorso, ma da tutto ciò che deve attraversare.

 

Percorsi alternativi

Tra il computer A (ipotizziamo quello con il browser del nostro utente) ed il computer B (ipotizziamo il server su cui è ospitato il nostro sito), possono esservi molti percorsi alternativi. Esistono meccanismi di gestione che consentono ai pacchetti trasferiti su Internet di prendere quello più breve o più veloce. Pensare che sempre, però, questi meccanismi funzionino sempre alla perfezione, inoltre non conosciamo gli algoritmi di ognuno di essi. In sostanza, non possiamo essere certi che il percorso scelto sia il più veloce.

 

Malfunzionamenti su percorso più veloce

C'è anche il problema che potrebbe esservi un malfunzionamento su uno dei componenti del percorso usualmente più veloce. Il nostro server resta velocissimo, ma il suo solito percorso non è disponibile, quindi i pacchetti fanno un giro diverso. A noi che siamo prossimi, il tutto pare operativo al 100%, in realtà a molti utenti del nostro mercato, il sito potrebbe risultare malfuzionante o peggio lento. Ho detto peggio, perché nel caso della lentezza, se eccessiva, potrebbe essere ritenuta costituzionale da alcuni utenti e portare a danni anche nel futuro, perché quegli utenti potrebbero decidere di non tornarvi più e parlarne male.

 

Limitazioni contrattuali sulla banda internazionale

Un aspetto da pochi tenuto presente è che quando si accede ai servizi di un provider di connettività Internet, contrattualmente si ha una banda minima garantita che è valida per lo più solo su territorio nazionale. In sostanza, il nostro carrier ci dice che possiamo navigare a 2 MBps, che il minimo garantito è 64 Kbps, validi però solo in Italia. Solitamente sul traffico internazionale non abbiamo alcuna garanzia. Che significa? Che oggi noi potremmo vedere il sito X con una certa percezione di velocità perché è nella nostra nazione e vedere lentissimo il sito Y non perché sia lento il relativo server, ma perché quest'ultimo è in una nazione diversa dalla nostra ed il nostro carrier ci fa navigare a velocità inferiore (e spesso di molto).

Aggiungiamo il fatto che molti provider acquistano a loro volta connessione internazionale da grandi carrier e, diciamocelo, fanno un po' di overbooking. In sostanza, qualche utente sarà di troppo e speriamo di non essere noi, ma secondo la legge di Murphy saremo proprio noi.

 

Conclusione

Non preoccupatevi di sapere quanto il vostro server sia veloce, ma accertatevi di quando venga percepito come server veloce dal mercato / sezione che vi interessa. Se vi interessa la platea italiana, forse è il caso che preferiate un server posto in Italia, se vi interessa l'area americana, forse è meglio che il server stia negli USA (e nella zona giusta).

Ecco che torna comodo un tool che mi è stato indicato da Fabio di Noamweb, nell'ambito di quelle attività di migrazione del server di cui vi ho parlato qualche giorno fa. Il tool è Host-tracker.

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