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Consiglio marketing: la distanza per molti conta

"Veramente molto interessante il vostro corso, mi sarebbe indispensabile seguirlo, peccato che siate così lontani!" - ci dice una signora di Verona, che dista 20 minuti di macchina da noi, parlando di un corso di cucina serale.

"Per caso non fate corsi a Schio o in zona?" - ci chiede una persona (Schio è in provincia di Vicenza, come noi!)

"Bellissimo, come vorrei poter venire. Non fate un videocorso?" - ci dicono in tanti, senza ricordare che la cosa più importante di un corso di cucina è la parte pratica, che senza questa si tratta solo di prendere appunti di ciò che un cuoco dice, cosa altrettanto facile leggendo un libro o scaricando una ricetta.

"Peccato che siate a mille chilometri, troppo lontani" - recente commento a proposito della tavola rotonda. Cavolo, chissà che dicono quelle persone che arrivano da mezza Europa (documentabile, non scherzo) per seguire i corsi!

Sono solo alcuni esempi, potrei andare avanti per ore, credetemi.

Non vorrei sembrare critico nei confronti di chi continuamente fa queste considerazioni, anzi, proprio l'inverso. Chi fa marketing deve smettere di prendere sé stesso come punto di riferimento, perché prenderebbe delle cantonate colossali.

Io e Mariangela per una cosa che ci interessa facciamo chilometri e chilometri di macchina. Spesso 400 all'andata e 400 al ritorno in giornata. Andiamo a 1.300 chilometri di distanza solo per due giorni, perché magari ci interessa vedere una manifestazione che ci piace o ci serve. Facciamo anche 200 chilometri per un happy hour con gli amici (e ce ne sono tanti che possono testimoniarlo).

Dobbiamo constatare, però, che non siamo la regola, ma l'eccezione e senza che ciò sembri negativo verso chi non ama vivere così

Si dice ovunque che la gente non ama leggere, che una percentuale bassissima di persone supera la quinta riga di ciò che è scritto online. Bene, io aggiungo che allo stesso modo la gente non ama spostarsi, che rinuncia a cose che gli interessano anche solo per evitare mezz'ora di macchina, che le priorità contano nella misura in cui gli eventi siano vicini.

Giusto? Sbagliato? Non importa, però è così ed un buon consulente marketing ne deve tener conto. Non può far finta che non sia così, solo perché lui farebbe migliaia di chilometri senza problemi. L'eccezione è lui.

Molti ci chiedono come mai ci facciamo tutti questi chilometri, ma noi non sappiamo rispondere. Ci pare normale.

Molti ci chiedono come mai organizziamo eventi pubblici col rischio di avere centinaia di persone da ospitare. Noi sappiamo, invece, che poi alla fine sono veramente pochi quelli che si spostano. Nessun nostro evento ha mai superato le 50 persone, per quanto in giro centinaia di persone si siano dette interessate e si siano mostrate entusiaste.

Buon viaggio a chi ama viaggiare, buona settimana a tutti gli altri 

Commenti (1)

A me personalmente piace molto spostarmi in macchina per un evento.

La cosa crea soprattutto "spazio" nella mia testa da dedicare in pieno ai contenuti e all'esperienza diretta di quello che vado a seguire.

In più è decisamente "un break" dalla vita di routine di tutti i giorni, praticamente una vacanza da se stessi. Una ogni tanto ci vuole...

:-)

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