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Più ci penso, meno mi piace la connessione Twitter / Facebook

Ci penso e ci ripenso, vedo quello che fanno gli altri ed ogni giorno che passa sono sempre più convinto che sincronizzare i vari social tra loro, per avere in automatico la diffusione di un comunicato, sia una cosa sbagliata.

Parlo, in sostanza, del fatto che un tweet vada a finire automaticamente su Facebook, così come un video Youtube vada a finire su Facebook, ecc. ecc.

Sì, lo so, tutti i guru americani (e non ) dicono di fare così, che è meglio, che è vincente, ecc. ecc. Ma io non sono un guru, sono un povero fradefra qualunque e, se permettete, posso anche avere un'altra opinione, no?

Motivi? Eccoli!

Ci parlano di social, ci spiegano quanto tutto ciò sia parificabile ad un gruppo sociale reale, poi però si scordano le basi, cioè che ogni gruppo sociale ha le sue regole, le sue consuetidini, i suoi temi, i suoi fenomeni psicologici. Come si può pensare che la testa delle persone che stanno su Facebook sia uguale a quella delle persone che stanno su Twitter? Solo il fatto che uno preferisca stare da una parte piuttosto che dall'altra, qualcosa vorrà dire, no? E chi sta su entrambi, non è certo per sentirsi dire sempre le stesse cose, no?

Non siamo solo noi a selezionare i nostri target. Sono anche i target ad auto-selezionarsi e selezionare noi. Che la stessa comunicazione, scritta nella stessa forma, con gli stessi termini, con le stesse lunghezze, vada bene sia su Twitter sia su Facebook, è fantascienza pura. Guardate l'SMS style, ad esempio. Su Twitter è quasi indispensabile, su Facebook è criticato dai più!

Anche se io sono sempre io, chi mi segue su Twitter lo fa per certi motivi, chi mi segue su Facebook lo fa per altri. Come posso pensare che il messaggio X vada bene ad entrambi?

Il Web Marketing italiano, mutuato da forme profondamente malate di Web Marketing americano, sta diventando sempre più il riassunto estremamente sintetizzato "Mostrati, mostrati, mostrati, mostrati, possibilmente spendendo nulla". No eh? Non mi dite che se qualcosa è americana, deve funzionare per forza, perché altrimenti vi parlo dell'Economia americana attuale, dei Bond, dei Derivati e di tutta una serie di cose che dimostrano che l'equazione americano=funzionale non è per nulla automatica 

L'altro giorno parlavo di cross-social. Sembra una cosa divertente e utile, ma... forse divertente lo sarà, però rischia di creare il panico, come l'avere la posta in parte sul PC dell'ufficio, in parte su quella di casa, in parte sul notebook ed in parte sulla mailbox web aziendale. Naaaaaaa

E poi, diciamocelo, sono stufo di ricevere cinque notifiche a fronte della stessa comunicazione, solo perché il tizio manda in giro in automatico ogni pensiero che la sua mente malata partorisce, senza neppure prendersi la briga di spendere dieci secondi per decidere tre canali su cinque!

Allora, rendiamocene conto. Chi dice che la sincronizzazione è una cosa positiva, lo dice con l'idea e l'obiettivo di rendere planetaria ogni cosa detta, col minimo sforzo. Il ché è vero. Ma la qualità? La qualità non è mai data dal  minimo sforzo.

Conclusione

Dobbiamo decidere, quindi, se vogliamo essere quelli fortemente visibili a qualità bassa o quelli con una visibilità più equilibrata, pianificata e sotto controllo (e più costosa).

Altrimenti, rassegniamoci, siamo spammatori, che ci piaccia o no. Almeno, non facciamo critiche a chi manda messaggi a mezzo pianeta. Una email fa perdere lo stesso tempo che una notifica inutile ed ha lo stesso costo (anzi, forse meno).

Commenti (12)

rispettabile. Ma personalmente uso Facebook come un mero raccoglitore delle cose che faccio/vedo/dico in giro. Il vantaggio? parlo anche con persone che non mettono mai il naso fuori da lì. E non è detto affatto che a loro debba dire cose diverse, o la stessa cosa in modo differente.
SMS style? mai, nemmeno su Twitter, se posso evitarlo. A volte ci metto 5 minuti a ricomporre il testo del messaggio per non scrivere come un deficiente, altro che "twitter è veloce" :D

L'unica cosa di cui mi rammarico è che si, a volte il messaggio su Twitter su faccialibro non c'entra molto. Potrei implementare l'import selettivo al massimo.

Il tuo discorso, lato marketing, non fa una piega. MA se il mio obiettivo è mostrare una foto di mia figlia, non vedo perché il farlo con un solo click e spararla su Flickr, Twitter e Facebook debba essere male, solo perché una più o meno piccola percentuale di persone è iscritta a tutti e tre. Altrimenti dovrei decidere dove metterla e poi come farei a farla vedere a chi sta solo su uno dei tre?

morena:

premesso che non sono gran frequentatrice di social network (anche fb lo uso con parsimonia, tutto sommato), sono d'accordo sul fastidio di ritrovare la stessa informazione scritta allo stesso modo su piu' spazi virtuali: mi sa di mancanza di fantasia e di "cura" in un certo senso

Mah, fondamentalmente credo dipenda da obiettivi e priorità.

Per come lo uso io Facebook è quanto di più lontano ci possa essere dal concetto di "lavoro".
Fondamentalmente è il mio "aggregatore di social-something", di conseguenza me ne frego del fatto che lì vada a finire anche l'altra "social-spazzatura" che genero: vorrà dire che, semplicemente, ci sarà qualcuno che non capisce che cosa sono quei "#" seguiti da lemmi tutti appiccicati.
Magari non si tratterà di un comportamento "social-eco-responsabile", ma pazienza. :D

Chi mi è "amico" su Facebook ormai sa che Friendfeed è il mio Caronte da Twitter a Facebook e quando vede quel logo "FF" potrebbe anche non capire di che cosa parlo.
Pazienza: il link "Rimuovi dagli amici" ("amici"...) è dove è sempre stato, sidebar di sinistra. :)

Obiettivi e Priorità: il mio obiettivo non è quello di rendere tutto più comprensibile a chi è in collegamento con me su un social network e le mie priorità, al momento, sono diverse dall'investire del tempo nel differenziare le mie social-esternazioni in funzione del social network che sto utilizzando. :P

Se gli obiettivi e le priorità sono diverse, allora scollgare Facebook e Twitter potrebbe essere la cosa più sensata, comprensibile e marketing-correct da fare.

Condivido in pieno il parere di Fra ma comprendo il punto di vista di Tambu, credo che per un professionista che opera in ambito web sia molto importante saper gestire al meglio anche la comunicazione/condivisione della propria vita privata e di conseguenza di quella dei propri cari che a volte non hanno (ancora) facolta' di decidere se e cosa condividere dei propri dettagli.

Credo che in alcuni casi il problema si possa risolvere provando a gestire profili multipli separando cosi' lo stream di informazioni piu' intime, magari riservate a pochi familiari e alla cerchia piu' stretta di amici, da quello pubblico/professionale. E' comprensibile pero' che non tutti abbiano voglia, capacita' o tempo per gestire in questo modo la propria immagine e spesso si sceglie il modo piu' spontaneo di comunicare, come si e' sempre fatto nei rapporti 1to1 piu' volatili (peccato che in tutti questi casi si tratti di rapporto 1toMany in cui il messaggio puo' rimanere persistente nel tempo).

Per aggiungere carne al fuoco vorrei condividere un'ulteriore considerazione: avete mai fatto caso a quanto possano essere inappropriate alcune connessioni inter-network con Linkedin?

Ad oggi sono molti tra i miei contatti coloro che hanno deciso di integrare FourSquare con Linkedin condividendo informazioni che non sempre vorrei sapere quando guardo il profilo professionale di un potenziale partner/fornitore/candidato...

Il risultato e' che su Linkedin posso vedere dove sono stati i miei contatti nelle ultime ore: dal bar agli uffici dei competitor, passando per la spiaggia in Versilia, mi sorprende poter sapere con precisione dove si trovano le persone quando, provando a cercarle in orario di ufficio, non sono reperibili oppure semplicemente rispondono con tono assonnato causa aperitivo troppo prolungato la sera precedente :p

Buon Ferragosto!

fradefra:

-->"Il risultato e' che su Linkedin posso vedere dove sono stati i miei contatti nelle ultime ore: dal bar agli uffici dei competitor, passando per la spiaggia in Versilia, mi sorprende poter sapere con precisione dove si trovano le persone quando, provando a cercarle in orario di ufficio, non sono reperibili oppure semplicemente rispondono con tono assonnato causa aperitivo troppo prolungato la sera precedente :p"

Beh, Daniela, ma questo lasciamoglielo fare, peggio per loro :p :p :p

fradefra:

@Tambu
Però, Marco, io credo tu abbia capito che io non faccio riferimento a chi usa i social networking per mettere su la foto della bimba. In questi casi, sono ovviamente d'accordo con te.

Il problema, però, è che la sincronizzazione la fanno molti per scopi professionali e anche tanti nostri "presunti colleghi" webmarkettari, che predicano bene sullo spam, poi spammano a tutti gli effetti, perché quando si manda su 5 canali contemporanei lo stesso messaggio di tipo commerciale/professionale, a tutti gli effetti si sta spammando.

ma si, ho capito il tuo punto di vista, l'ho detto subito. Ho esposto il mio. PER ME la foto della Cate o la cosa che scrivo su Twitter sono circa uguali, e lo sono in massima parte anche per la mia "audience".

MOLTO MOOOOOOOOOOOOOLTO peggio quel che dice Daniela, allora, su cui concordo al mille percento e da cui mi guardo bene. Ecco, Linkedin è e deve restare una isola a parte, o poco ci manca, non ritengo la cosa sia valida per il resto.

fradefra:

Stavo rileggendo questo post e notavo come a volte si parta da qualche riga messa sul serio, ma anche per scherzo e ti viene fuori una discussione lunga un chilometro :)

Bene, dai, mi fa piacere che la cosa abbia stimolato così :)

...infatti ci ho pensato anche in motorino, e ho da aggiungere!! :D

Spammare non significa - o non solo - inviare lo stesso messaggio a centinaia di persone. Altrimenti anche scrivere un post o mandare un comunicato stampa lo sarebbe. Alla base del fastidio dello spam c'è la non desiderabilità del messaggio che arriva, e la cosa NON E' assolutamente vera per coloro che si iscrivono volontariamente a quel che ognuno ha da dire sui social network :P

fradefra:

@Tambu
ahhhhhh, stavolta non sono d'accordo :D :)

Spammare non significa mandare lo stesso messaggio a molte persone, questo è vero, ma l'esempio che hai fatto col post, non calza, secondo me, anzi dimostra l'inverso.
Mi spiego meglio.

Scrivere su Twitter potrebbe essere come scrivere su un blog (ovvio, con le dovute differenze concettuali). Scrivere su Facebook potrebbe essere come scrivere su un blog.
Sincronizzare i due, però, è come sincronizzare due blog diversi! Come se tu scrivessi ogni giorno, più volte al giorno, le stesse identiche cose sui tuoi due blog!! Infatti, non lo fai :)

Anche se i due blog fossero con lo stesso tema, non lo faresti e se lo facessi, persino Google se ne avrebbe a male. Lo chiamano, infatti, duplicazione di contenuti!
Quando tu invii la stessa cosa a più blog, social, article-marketing, questo stai facendo.

Il problema è entrare nel merito, concetto, essenza della Comunicazione. Molti scambiano la necessità di Comunicare, col dire la stessa cosa a tutto il mondo. Questo non è Comunicare. Infatti, persino se tu nel privato dovessi dire una certa cosa per te importante, la diresti in modo diverso a seconda della persona a cui la dici :)

Anche sul fatto che chi si iscrive ai tuoi profili social lo fa volontariamente e quindi accetta, ho qualcosa da dire. Se tu mi piaci ed io mi iscrivo ad un tuo profilo, non significa automaticamente che io voglia sentire tutto ciò che tu dici al mondo intero in modo automatizzato. Io scelgo te, perché tu mi piaci per alcuni aspetti che caratterizzano la tua presenza su quel certo social, che quasi sempre ha una sua identità.

Tu perdonami, sai che non ce l'ho con te, che difendi ciò che fai, ma tu in realtà sei tra quelli che si muovono con delicatezza. Io temo che a volte con la scusa della semplicità delle nostre intenzioni, con quella "finta ingenuità" del "ma io sto solo dicendo che c'è un corso" poi in realtà intasiamo tutto il web di cose che in fondo interessano solo a noi. Ci illudiamo che interessino il mondo intero, ma è facilmente dimostrabile il contrario. Usiamo il pretesto del "ma se si è iscritto lui, vuol dire che accetta che io gli invii tutto quello che mi pare", per sentirci a posto con la nostra coscienza.

Anche per una semplice foto, tu dimmi che senso avrebbe se io la foto della mia ricettina, ogni due ore una diversa, io da Facebook la inviassi a Twitter o su Meetic! Ho idea che molti penserebbero "Francè, io ti seguivo perché mi piacciono i tuoi interventi sul PPC, ma se tu mi mandi una foto di ricette da Facebook ogni due ore in automatico solo perché vuoi evitare il tempo necessario a farlo manualmente ai reali potenziali interessati..."

Adesso, io ho usato me stesso come esempio, ma solo per non fare il nome di decine e decine di web markettari che fanno questo tutti i giorni, dalla mattina alla sera e non con le ricette.

Facciamo un altro esempio? Se io ti seguo su Twitter, ricevo i tuoi Tweet. Se ti seguo su Facebook, ricevo il tuo streaming. Ok, ma perché devo ricevere su Twitter le tue segnalazioni Facebook (se fosse tecnicamente possibile, credo che ci sarebbe subito qualcuno a farlo) e poi su Facebook le tue segnalazioni Twitter? Ma dai, mi sembra disumano! C'è persino il caso che vadano in loop :p

Senza contare il fatto che mi sei simpatico, ti chiedo amicizia su Facebook, poi con questo tu mi obblighi a vedere che ogni tre minuti passi da un locale all'altro perché hai collegato ForeSquare con Twitter, Twitter con Facebook (e perdo tempo a filtrarti, non ho spazio per altre cose, devo fare metri di scroll).

Marco, mi spiace. Ma come la vedo io, mi pare solo un modo per riempire il mondo di sé, con la scusa che se gli altri mi hanno mostrato simpatia chiedendo di seguirmi, probabilmente sono disponibili a multi-leggere monomessaggi-autoreplicati.

Scommetti che se tutto ciò lo chiamiamo contenuti-duplicati arrivano centomila a dire che sì, in effetti è proprio sbagliato? :p :p :p

L'illusione che quel che si ha da dire interessi al mondo intero è insita in qualsiasi tasto "pubblica", che sia un blog, un twit o una mail di spam :D

Io in effetti ritengo - lo penso davvero eh! - che se ti iscrivi a qualcosa di mio è perché ti interessa. Forse allora il punto non è tanto con quanti click lo dici, è (come dici tu) COME lo dici, ma forse è ancora di più CHE COSA dici. Se sono in cima a un monte felice a scattare foto alle stelle, voglio dirlo alla maggior parte delle persone. Per me significa Twitter+Facebook, con una sovrapposizione stimata del 15-20% (ma magari un giorno faccio il conto esatto). Che sia un problema, siamo d'accordo (lo dissi due anni fa http://blog.tambuweb.it/2008/09/28/information-overload-lato-b/), che sia un problema così grosso forse è vero da qualche mese a questa parte :)

Altra cosa che penso (cmq ottima discussione, concordo) è che sono le piattaforme a spingerti a questo: tralasciando FriendFeed - che praticamente non fa altro che accentrare flussi - che è stata poi comprata da Facebook guarda caso, è tutto un "incolla il tuo feed", "cerca i tuoi amici", "condividi su...". So già cosa mi risponderai, bisogna pensare con la propria testa, ma qua sai già che probabilmente ci arrenderemo entrambi :-P

fradefra:

Eheheh, certo, è come dici :)
Dai, buon Ferragosto e baci alle tue donne :)

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