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Web Analytics: escludere le proprie visite

Meglio tenere o togliere le proprie visite al sito, quando si sta effettuando l'analisi del traffico? Come ci comportiamo?

Anticipo qui uno dei punti del corso di Web Analytics di Lecce (e un po' se ne parlerà anche in quello SEM/SEO di Milano), dato che il tema credo possa interessare a molti e spesso lo vedo discusso in modo confuso.

I più non pensano minimamente alla cosa. Credono di avere centinaia di visitatori al giorno, poi si scopre che togliendo l'impostazione della homepage aziendale dai browser dei 500 dipendenti, le visite al sito crollano. In sostanza, erano solo loro a navigarlo.

Altri sono andati avanti ed hanno impostato dei filtri per escludere il traffico proprio dalle statistiche. Cosa in generale giusta, ma che in certi contesti può avere degli aspetti negativi.

Molte aziende sono convinte di avere centinaia di visitatori e si chiedono come mai il tasso di conversione sia così basso. Tra le attività di pulizia, oltre all'aggiornamento dei sistemi di statistica (che non lo sono quasi mai) e del DB degli spider, una è proprio tesa ad eliminare il traffico proprio. Non sto a parlarvi di come si faccia, il tema non è questo. Ciò porta, comunque, ad un ridimensionamento notevole del traffico, che ho visto spesso scendere da 200 visitatori al giorno a 20. Cosa che poi giustifica le poche conversioni. In quest'ottica l'eliminazione del traffico è chiaramente positiva.

 

Quando vogliamo il traffico proprio?

Aziende con forte interesse ad Internet, però, potrebbero avere la necessità di registrare il proprio traffico. Vediamo assieme alcune situazioni.

  • L'azienda sta provando i sistemi di tracking delle conversioni, quindi ha necessità di registrare parte del traffico proprio.
  • Si stanno effettuando test delle campagne di pay per click di un certo rilievo economico, si effettuano tutti i test del caso (e comunque andrebbe fatto sempre).
  • Si vogliono verificare gli imbuti predisposti sui sistemi di Web Analytics ed in generale tutti i meccanismi di rilevazione dei fenomeni oggetti di studio.
  • Il sito azienda è rivolto al consumer ed i propri dipendenti potrebbero già essere degli utenti reali.

In certe situazioni, quindi, sarebbe preferibile uno strumento che filtrasse a valle le visite proprio e non a monte, in modo da poterle includere o escludere dalle statistiche, secondo le necessità. Inoltre, il traffico proprio dovrebbe in qualche modo essere distinto, in modo da poterlo evidenziare. Cosa che a volte è necessario fare con artifici quali la creazione di finte campagne, l'accesso da IP statici conosciuti, ecc. ecc.

 

Che c'entra la foto, vi state chiedendo? Niente, solo che avevo fame...

Commenti (2)

Ciao Francesco,
stavo leggendo il post quando, prima di finirne la lettura, mi è venuto in mente l'ultimo caso analizzato ovvero il tracciamento delle visite dei fornitori verso siti b2c nel caso in cui i dipendenti dell'agenzia che cura il sito siano anche potenziali clienti interessati ai prodotti promossi.

Personalmente sono convinta che gran parte degli operatori online siano in target per promozioni lato ecommerce, d'altronde lavorando quotidianamente nel web la fiducia verso questo mezzo non può che essere al di sopra della media dei navigatori italiani.

Non mi è chiaro quindi il motivo per cui, considerando una propensione all'acquisto online così elevata, sia ancora raro imbattersi in attività promozionali offline portate avanti da siti di ecommerce localizzate nelle vicinanze di centri media e grandi agenzie web.

Chissà, forse siamo troppo assorbiti dai sistemi di tracking per pensare anche all'interazione che il mondo esterno potrebbe avere con il nostro sito ;)

fradefra:

Daniela, sai che la penso esattamente allo stesso modo e per Toomaki vedrai che l'attività promozionale off-line ci sarà eccome!

Purtroppo, però, a volte mi pare una battaglia persa...

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