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I ritorni di una newsletter

Mi capita spesso di partecipare a discussioni sulla convenienza d'avere una newsletter e soprattutto sul fatto che le stesse siano efficaci e produttive (nel senso commerciale). Diciamolo subito, con una generale convinzione del fatto che non lo siano. Vado ad approfondire e scopro sempre che in realtà le newsletter di chi non ci crede sono abbandonate a sé stesse, senza alcuna gestione, senza attività di fidelizzazione di qualche tipo. In sostanza, il proprietario si limita a registrare i nomi e ad inviare qualche comunicazione (e poi si chiede come mai non vi siano ritorni).

Noi dalla nostra newsletter abbiamo un ritorno che oscilla tra l'1% ed il 2% ad ogni invio. In sostanza, ogni volta che presentiamo un corso alla nostra newsletter, abbiamo almeno un iscritto (e non crediate che gli iscritti alla YoYo News siano centinaia ). Questo valore lo registro per varie newsletter che gestisco, quindi non è un fatto isolato di YoYo - Formazione rotolante.

Facciamo qualche considerazione?

 

Come ottenere le iscrizioni

Già il fatto che ci si ponga questa domanda, è un errore . Le iscrizioni devono essere spontanee. Dobbiamo preoccuparci del fatto che sia ben visibile la possibilità di iscriversi e come, che vi siano le informazioni su come la newsletter è gestita, la frequenza di invio, i contenuti, il modo per cancellarsi. Inventarsi trucchi e trucchetti per avere più iscritti, porta solo ad avere un elenco di persone che si sono iscritte solo perché era obbligatorio per avere qualcosa che serviva loro. Poi l'attenzione alla newsletter sarà minima, se non del tutto assente.

 

Ridurre il numero degli iscritti

Esatto, tutto ciò che facciamo per ridurre il numero degli iscritti è cosa buona e giusta. Ben diversamente da tutti quelli che soffrono per aver perso un nome. O meglio, si soffre sicuramente quando si perde un nome dal nostro elenco di iscritti, ma è meglio esser sicuri di quelli che restano. Che vuol dire tutto ciò? Che dobbiamo ogni tanto osservare la nostra newsletter e togliere le duplicazioni (e spesso si trovano), eliminare gli indirizzi che restituiscono errore. Ogni tanto occorre avere il coraggio di chiedere a tutti gli iscritti se sono ancora interessati. Noi lo faremo ad ottobre.

 

Io ti do, tu mi dai

La newsletter non deve essere vista solo come un bacino di potenziali cliente o un secondo mercato! Chi si è iscritto alla newsletter si disinnamora immediatamente se scopre di essere solo un potenziale cliente e non una persona. Che noi si tenti di vendere qualcosa è giusto e doveroso, ricordiamoci però che dobbiamo anche dare qualcosa. Informazioni tecniche, qualche consiglio, un'anteprima, un manualetto.

 

Fidelizzazione della newsletter

Ogni tanto un regalino, un documento riservato solo agli iscritti, un'operazione ideata pensando a loro, è fondamentale. La newsletter deve essere un club di privilegiati. Non serve molto, non è il valore che conta, ma il sapere che qualcuno ci sta pensando. In fondo, cosa sono 50 euro per un'azienda, ogni tre o quattro mesi? Può trattarsi anche solo di un coupon d'acquisto su un sito di commercio elettronico, di una bottiglia di vino, di un olio extravergine di qualità, di una bilancia di precisione, ecc. Ci sono tante cose che in casa possono essere utili. Non deve necessariamente trattarsi di cose attinenti al settore della newsletter (anzi, i vecchi dicono che non bisognerebbe mai regalare ciò che si produce, perché non è cosa fine).

 

Comunicazione esterna

Non scordiamoci di far sapere ciò che facciamo a vantaggio degli iscritti alla newsletter. Questo consente agli altri di stabilire se sono interessati o no e favorisce un'iscrizione consapevole. Inoltre, ricordiamoci di indicare i nomi di chi ha partecipato a qualcosa di significativo (ovviamente col suo consenso). Molti amano essere citati e comparire Allo stesso modo, però, rispettiamo la privacy di chi preferisce un maggior distacco e riserbo. Le persone non sono tutte uguali.

 

Lotta allo spam

Non sto a farvi il solito discorsetto sullo spam, sul controllo che le vostre email (e quindi newsletter) non sembrino tali. Se gestite una newsletter, sapete meglio di me che sto parlando. Vi suggerisco un controllo facile facile. Iscrivetevi ai principali circuiti di email gratuite e registrate questi indirizzi tra gli iscritti alla newsletter. Poi ad ogni invio verificate le vostre mailbox. Ogni mese avrete qualche sorpresa (negativa).

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