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La formazione di un gestore di ecommerce

Inizio con una domanda. Perché un meccanico non apre un'officina se prima per un paio d'anni non ha fatto il meccanico nell'officina di qualcun altro, ed invece chiunque può aprire un ecommerce con l'idea che poi arriveranno i soldi?

Molti pensano che la difficoltà di un progetto di vendita on-line sia nella realizzazione del sito e che una volta che questo sia realizzato, il più è fatto. Se proprio vogliamo risparmiare, prendiamo uno strumento Open Source, es: osCommerce, implementiamo le nostre categorie, inseriamo una trentina di schede prodotto e via, siamo pronti per iniziare.

Quindi noi il corso sulla strategia di avvio di un ecommerce e quello sulla progettazione di un ecommerce, che li abbiamo messi a fare nel nostro calendario dei corsi di Web Marketing?

In sostanza, che formazione dovrebbe avere l'imprenditore che voglia avviare un progetto di commercio elettronico? La risposta vale per lui, ma vale anche per chi lo gestirà e per chi lo deve progettare.

 

Numero di transazioni

Tutto dipende da ciò, organizzazione, magazzino, amministrazione, attività di gestione generale. Un conto è evadere un ordine al giorno, ben diverso è fare 100 spedizioni giornaliere. Tutto ne risente e non c'è cosa peggiore che avere una struttura creata per 100 ordini al giorno ed averne invece solo uno (ed anche l'inverso). Il fallimento è quasi assicurato.

Tutto ciò che può aiutarci a comprendere quali siano le reali potenzialità del settore, del nostro sito, del mercato in cui operiamo, andrebbe fatto. Questo è il vero punto di partenza senza il quale il resto è aria fritta, ipotesi, naso, estro, invenzione, presunzione. Soprattutto quest'ultima.

 

Struttura

Un progetto di commercio elettronico è fatto da una struttura, come un qualunque negozio o una qualunque azienda che rivenda. Amministrazione, logistica, magazzino, gestione, vendite, marketing. Ognuno di questi aspetti è presente in tale progetto, ovviamente nel giusto mix. L'imprenditore non deve credere che fatto il sito e messa lì una persona ad evadere tutto sia finito. Certo, si può fare, poi ci chiediamo perché la maggior parte dei siti di commercio elettronico siano lì a cincischiare...

 

Le relazioni on-line

On-line molte cose sono diverse rispetto all'off-line. Un commesso può spiegare al cliente, chi vende on-line può illudersi di descrivere, ma non potrà mai spiegare, tanto meno educare. Gli utenti vanno prima di ogni cosa osservati ed ascoltati, poi compresi, quindi accontentati. Amen. Nessun opera di evangelizzazione è permessa a chi non ha milioni di euro da spendere o un marchio secolare (che poi è la stessa cosa, sempre di milioni parliamo).

Un imprenditore che non sappia nulla di Internet, che non comprenda i suoi prospect sul Web, ha ben poche possibilità di successo, se pensa di poter decidere lui come fare il sito, di che colore, con quale struttura. Parte perdente e finisce sicuramente fallimentare e le esperienze di vari anni ce lo insegnano.

 

Ma tu compri? Dai, non dirmi di no...

Ma prima di ogni altra cosa, prima di chiamare un consulente strategico, prima di fare un analisi, prima di seguire corsi (pur anche quelli di YoYo - Formazione rotolante), caro imprenditore, comincia col comprare. Prendi mille euro, frazionali in venti buste da cinquanta euro l'una e fatti un bel giro sul Web, facendo un acquisto alla settimana per le prossime venti settimane. Prova una volta su un sito, poi su un altro. Una volta paga con la carta di credito, una col contrassegno, una col bonifico. Fatti inviare la merce una volta in ufficio, una volta a casa, una volta nella casa di campagna (soprattutto quest'ultima). Compra una volta un olio extravergine di oliva (o un altro prodotto in vetro), una volta un accessorio per un computer, una volta un cappellino. Lascia perdere i biglietti, i libri ed i DVD, che non fanno testo, sono una categoria completamente diversa.

Se tu stesso non compri, come potrai mai capire i tuoi potenziali clienti?

 

E per concludere, umiltà

Tu fai sedie? Mi chiami per avere consigli su come venderle on-line? Ok, allora, ti prego, così come io non pretendo di essere un esperto delle sedie solo perché mi hai spiegato qualcosa e non mi permetterei mai di insegnarti come farle meglio, tu non venire a spiegare a me come deve essere fatto un sito di commercio elettronico o come si avvia un simile progetto, dato che lo faccio da anni, soprattutto considerando che mi paghi proprio perché sai di non saperlo fare.

Saper fare le sedie migliori del mondo o saperle vendere off-line, non significa saperle vendere on-line, non significa sapere come si comporteranno sul Web i tuoi potenziali clienti, non significa saper prevedere se si venderanno e se c'è interesse, non significa che proprio le tue piaceranno, perché piacciono a te o perché piacciono ai tuoi clienti off-line.

 

Conclusione

Perché questa manfrina? Perché continuo ad andare ad incontri di imprenditori che vogliono iniziare la vendita on-line del loro prodotto, mi pagano per la consulenza (e bene), mi fanno domande, ma hanno già deciso come fare il sito (addirittura lo hanno già fatto), hanno già deciso la strategia di marketing, hanno già deciso come strutturare il magazzino, hanno già assunto le persone, hanno già pensato come scrivere le schede, hanno già scelto i prodotti, hanno già iniziato il posizionamento del sito.

Scusate, ma allora cosa mi chiamate a fare, per di più pagandomi? Solo per sentirvi dire che il vostro progetto avrà sicuro successo?

Io online vendo e sul serio. Magari non per milioni di euro, ma vendo. Non devo convincere nessuno della bontà delle mie indicazioni, non devo rendere conto a nessuno (salvo i miei soci) delle mie strategie, non devo dimostrare che ho ragione, non devo evangelizzare nessuno. Non ho tempo da perdere e che ognuno resti nel suo brodo di imprenditore convinto di poter fare qualunque cosa perché fa bene quella che fa da trent'anni.

Da domani, giuro qui pubblicamente e che questo post resti ad eterna testimonianza, rifiuterò gli incontri, anche a pagamento, di chi mi chiederà consulenze su cose già avviate, senza che prima si sia dimostrato capace di capire i propri limiti e sia disposto a dar seguito alla mia consulenza. Altrimenti, pur se pagata, sarà tempo perso ed il tempo perso è un male per l'Umanità ed i soldi buttati (anche se a mio vantaggio) sono uno schiaffo ai miliardi di persone che non sanno come comprare un po' di cibo per i propri figli.

Non ci sto.

Commenti (3)

Sono d'accordo con te.
Un piccolo aneddoto, qui a Torino un ragazzo appartenente ad una famiglia facoltosa ha buttato 17.000 euro per un e-commerce di vini che non ha mai venduto nemmeno una bottiglia e dopo 8 mesi circa ha chiuso.
Anche lui credeva che fatto il sito avrebbe guadagnato migliaia e migliaia di euro... sprovveduto!
E quelli che ti chiedono di posizionare il sito e ti danno l'elenco delle keyword in base al fatto che "sanno di essere cercati così" dove li mettiamo? :-)

Ho notato a vari corsi su SEO e SEM il quasi denigrare il cliente per la sua ignoranza e poca fiducia inquanto come scritto anche in questo post fà prima di chiedere.

Io sono un cliente che, come la persona che ha speso 17.000 euro, ho chiesto vari lavori ad "esperti" del settore che poi esperti non si sono dimostrati ma questo l'ho scoperto solo dopo aver pagato e non aver avuto i risultati.

Per questo io ho deciso di formarmi in modo da poter capire e scegliere. In molti corsi per addetti hai lavori ho sentito parlare che "bisogna formare il cliente" ma io ho visto che le ditte hanno paura di clienti come me che vogliono sapere COSA verrà fatto e COME.

In conclusione secondo me sbaglia a dire che non darà consulenza a chi ha già un sito ed una strategia avviata. Queste sono le persone che hanno una certa formazione, sicuramente limitata, ma che può comprendere altre strategie.

Daniele, grazie dell'intervento.
Faccio una precisazione. Io non ho scritto di non voler lavorare con tutti gli imprenditori che abbiano già avviato un ecommerce, ma di non volerlo fare con quelli che proveniendo da altri settori sono convinti di sapere tutto sull'ecommerce e che da me vorrebbero solo farsi dire che sono stati bravi (cosa che capita più frequentemente di quanto si creda).

Ai miei corsi, non ho mai insegnato che bisogna educare il cliente, semmai è l'inverso. Tutti gli allievi di YoYo - Formazione rotolante possono testimoniare che continuamente dico che il cliente è fatto a modo suo e noi consulenti possiamo solo accettare se ci va di lavorare con loro o no. Educarli mai.

Educare, poi, i compratori, è folle anche solo pensarlo. Hanno loro il mouse in mano, non noi!

Allo stesso modo, però, io e tutti siamo liberi di lavorare o no in determinate condizioni. Io ho scelto di non lavorare con chi dice di fidarsi di me, mi paga, poi però viene continuamente a contestare le mie scelte, senza avere un minimo di basi sulla materia.

Tutto qui.

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