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I livelli di ottimizzazione di una campagna PPC

L'ottimizzazione delle campagne di PPC è una delle cose che ci soddisfa di più, perché quando ci viene affidata ed abbiamo modo di operare secondo i nostri criteri, i vantaggi per le aziende committenti sono evidenti, tangibili e spesso decisamente rilevanti.

Già, ma che vuol dire ottimizzazione di una campagna AdWords (ed esempio)? Di quali cose ci preoccupiamo, principalmente, per aumentare i profitti o diminuire i costi?

Prima di iniziare, una premessa. Parliamo di una campagna che esista già, che la si sia fatta noi o no. Vado

 

Riduzione del costo del click

Primo intervento, tentiamo di comprendere se è possibile ridurre il costo del click, intervenendo sugli annunci, sulle pagine di destinazione e acquistando in corrispondenza esatta le chiavi di cui c'è evidenza di traffico.

A volte diminuiamo la posizione media degli annunci, perché quasi sempre il rapporto posizione/costo è più equilibrato attorno alla seconda posizione media e spesso anche alla terza. Il minor numero di click dovuto alla perdita di posizione è largamente compensato dal risparmio di budget che consente di accedere a nuovi spazi temporali di copertura o a nuove chiavi per il keyword set.

In sostanza, senza variare l'efficacia della campagna si riducono leggermente i suoi costi (e spesso anche più che leggermente).

 

Eliminazione dei click inutili

Molti lavorano per aumentare il CTR degli annunci, noi quasi sempre per le aziende per le quali gestiamo le campagne abbiamo il problema inverso.

Verifichiamo gli annunci, in modo da eliminare quelli che attraggono click di visitatori dei quali sia dubbio il desiderio e la motivazione. In molti campi, infatti, sperare che un visitatore arrivato ad un sito per acquistare un oggetto, ne compri poi un altro è fantascienza pura.

La campagna, così, perde traffico, ma quasi mai conversioni. Restano immutate le performance finali, quindi, mentre diminuisce il costo a monte.

 

Eliminazione delle chiavi a basso conversion rate

Se il periodo di osservazione lo consente, eliminiamo le chiavi che in modo evidente assorbono quote significative di budget, senza apportare conversioni al sito. Questo, chiaramente, se non si sta facendo solo branding (ed a volte anche in questo caso, previa opportuna modifica degli annunci).

A volte poche chiavi consumano da sole la quota giornaliera disponibile, senza quasi portare conversioni al sito. Liberare questo impegno di costo consente alla campagna di aumentare il tempo di copertura o semplicemente di ridurre il consumo giornaliero. A volte, inoltre, se le chiavi bloccate sono costose si rende disponibile il budget a chiavi meno costose che era impossibilitate ad operare.

 

Ottimizzazione del fatturato

Quando il sistema ci mette in grado di avere il fatturato collegato alle conversioni, ci preoccupiamo di ottimizzare la campagna in modo che siano favorite quelle chiavi che apportano le quote più ampie di vendita.

Capita spesso, infatti, che il maggior numero di conversioni di una certa chiave non corrisponda affatto al maggior fatturato, neppure complessivo.

Conoscere il fatturato, quindi, ci consente un ulteriore ed importante livello di ottimizzazione, la cui entità spesso provoca la decisione di proseguire a vita con la campagna

 

Ottimizzazione del margine

Meglio ancora, quando conosciamo il margine che l'azienda ha sui servizi promossi o venduti tramite le campagne, l'ultimo livello di ottimizzazione consente veramente la soddisfazione massima, quella che si prova quando si vede il conto corrente incrementarsi giornalmente 

Purtroppo non tutte le aziende arrivano a tanto, a dir la verità molte non arrivano neppure allo step precedente, ma è veramente un peccato, perché così non si conoscerà mai la reale portata e potenzialità di una campagna di keyword advertising.

 

Conclusioni

Qualcuno non ci crede (ma chi ha provato sì), con una buona ottimizzazione una campagna arriva a costare cinque volte meno (sì, ho detto dieci) mantenendo inalterati i risultati. Certo, ci vogliono mesi (e qualche volta anche più di un anno) ed ha senso solo se l'investimento supera le mille euro, anche perché il rischio è di pagare al consulente, cioè noi, una cifra non ripagata dal risparmio sul budget. Vanno fatti bene i conti, ma per campagne di un certo impegno economico l'ottimizzazione è sempre di grande soddisfazione.

Commenti (3)

Già, l'ottimizzazione di una campagna è un aspetto veramente importante.
Dopo il corso di formazione sul PPC dello scorso anno ho messo in pratica tutti i consigli e le accortezze per ottimizzare le campagne, ed ho riscontrato un risparmio di oltre il 70%.
Fondamentale, dunque, affidare la gestione delle campagne PPC solo a professionisti!

Una considerazione sulla corrispondenza delle chiavi. Parlo solo in riferimento ad AdWords su Google.

Giustissimo ciò che fradefra riporta, le chiavi comprate in corrispondenza esatta costano meno. Quando però, si tratta di piccole campagne, con poco traffico e io che gestisco quelle di maisazi ne o qualcosa :P, occorre prestare attenzione al fatto che, a volte partire subito acquistando in corrispondenza esatta o per frase, porta a non fare uscire l'annuncio sulla serp.

Mi spiego. Se la chiave in corrispondenza esatta o per frase ha poche impression (cioè non viene cercata molto) Google non fa uscire l'annuncio/i corrispondenti. In questo caso non si può far altro che comprarla in corrsipondenza generica e controllare le chievi in entrata, negando quelle che non sono in linea con gli obbiettivi della campagna.

Infatti il lavoro di ottimizzazione fa fatto per step, migliorando la lista di keywords nel tempo e dopo varie valutazioni e test. Va bene quindi partire con parole chiave a corrispondenza generica e magari inserire da subito, o comunque nel breve periodo, le varie parole chiave a corrispondenza inversa.

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