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Se fai Marketing, preoccupati di non far perder tempo

Può sembrare un'affermazione strana, ma ha la sua motivazione: chi si occupa di Marketing, deve capire come lavorano gli altri, per evitare di far loro perdere tempo.

Ovviamente la cosa vale a maggior ragione per chi si occupa solo di Web Marketing, quindi seguitemi, se avete cinque minuti.

Ormai tutti viviamo con l'orologio sempre in evidenza. Il tempo è tiranno, abbiamo un sacco di cose da fare, restiamo sempre indietro rispetto al programma che ci siamo fissati. In sostanza, non possiamo permetterci il lusso di perder tempo.

La cosa grave è che in automatico quando qualcuno ci fa perdere tempo, la nostra percezione della persona, della sua proposta e della sua azienda diventa impercettibilmente ed inconsciamente negativa. Non vi siete mai trovati con sorpresa a rendervi conto del fatto che un certo tizio vi fosse antipatico non perché idiota, non perché fastidioso, non perché uomo (e voi lo avreste preferito donna), ma solo perché si poneva in modo da farvi inconsapevolmente perdere tempo?

Ma chi si occupa di Marketing, non può permettersi il lusso di risultare fastidioso e causa di tempo perso, pena la riduzione immediata dell'efficacia di ciò che fa in termini di Relazioni e Comunicazione.

A questo punto diventa importante comprendere come gli altri, soprattutto i componenti del proprio mercato, lavorano, vivono e trascorrono il tempo libero, per evitare di fare inconsapevolmente cose che potrebbero far perdere tempo.

Ogni volta che tento di comunicare con una persona, mi chiedo - "Gli faccio perdere più tempo mandandogli una email o chiamandolo al telefono?" - e vi assicuro che la risposta non è scontata.

Ad esempio, io ricevo moltissime richieste via email. Per come sono fatto, mi rifiuto di rispondere approssimativamente. Se rispondo, lo faccio sempre in modo completo e circostanziato. Questo vuol dire che leggere una email di presentazione di un prodotto mi costa parecchio tempo e se devo rispondere, peggio che andar di notte. Ne consegue che per una presentazione la email va bene, ma il 95% vengono cestinate perché non ho tempo per leggerle. Quelle che apro, se scopro che mi hanno fatto perdere tempo, magari con un titolo attrattivo ma fuorviante, non solo non ottengono risposta, ma addirittura mi stimolano un atteggiamento negativo.

Giusto o sbagliato che sia, quello che conta è che io come potenziale utente di quel possibile fornitore, divento un soggetto inconsapevolmente negativo, che se dovrà scegliere un prodotto o servizio sceglierà qualcos'altro.

Scrivere una email col titolo sbagliato o peggio volutamente attrattivo a discapito del reale contenuto, è fortemente negativo, non solo in termini di efficacia diretta, ma anche in termini di immagine e ricordo futuro. Ovviamente è solo un esempio, ne potrei fare a pacchi.

Altro esempio.

Se inviate un sondaggio, non chiedete alla persona di andarsi a leggere un documento di tre pagine su un sito, prima di darvi la risposta. Così è come chiedergli di perdere tempo al posto vostro, per dare una cosa che serve a voi. L'atteggiamento migliore è scrivere nella email tre righe che inquadrino il contesto, che forniscano alcune notizie e semmai rimandare con un link agli approfondimenti. Questo consente alla persona di capire se è interessato, in che misura e se necessita dell'approfondimento. Magari può darvi la risposta senza neppure andare a vedere. In generale, lo avete aiutato a risparmiare tempo, stimolando il suo desiderio di accontentarvi.

Anche la scelta del canale è influenzata da queste considerazioni. A volte una telefonata, anche promozionale, è preferibile ad una email. Non sempre, ma voi chiedetevelo. Spesso da me potenziali fornitori hanno ottenuto informazioni, feedback e ordini perché mi hanno chiamato. Via email non avrebbero avuto speranza. Ovviamente a volte è vero esattamente l'inverso.

Quello che serve, in sostanza, non è una formula aritmetica da applicare sempre, ma il cervello girato H24 dalla parte dell'On.

Chat? Facebook? Email? Telefono? Lettera? Poniamoci la domanda. Quale di questi canali per il destinatario implica lo stress più ridotto, il minor carico cognitivo e la minor perdita di tempo?

Già immagino la solita frase - "Ma frà, così dovremmo conoscere ogni nostro destinatario!" - ed  ovviamente non può che arrivare la mia solita risposta - "Certo, perché? vorresti spedire la stessa comunicazione a tutti i tuoi contatti, indistintamente? Poi ti chiedi come mai ti mandino a quel paese?"

A proposito, prima di chiudere. Quando qualcuno vi manda a quel paese, vi sta facendo un favore, perché vi sta dando un importante feedback. La maggioranza di quelli che infastidiamo inconsapevolmente, ci manda silenziosamente a quel paese, parla male di noi e non ci dice nulla. Benvenuti, quindi, quelli che invece ci insultano. Almeno capiamo. Vi ricordo che non conta ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ma la percezione di noi che il nostro mercato ha!

Commenti (4)

In effetti a me capita spesso Per esempio, con alcune persone, nello specifico dei fornitori, comunico solo via Facebook, perchè ho capito che i loro canale preferenziale è quello. Se gli mando una mail mi fanno aspettare giorni, mentre se gli invio un messaggio in FB mi rispondono quasi subito.

Et voilà, loro sono più contenti, io ho risparmiato tempo ed energie... e a volte anche arrabbiature :)

Lorenzo:

Non sono d'accotrdo sul fatto che non conti cosa sia giusto e sbgliato: ricorda ti che il mercato si farà un'idea di te in base a quello che sarai effettivamente. A meno che tu non voglia fare la fine di Tiger Woods che probabilmente prima la pensava come te ma quando la verità di chi era - ovvero un puttaniere - è venuta a galla, ha capito che forse... non conta solo l'apparenza, ma ciò che realmente si è! Da cui poi deriva anche una certa apparenza! :)

sono d'accordo per quanto riguarda la stringatezza e la chiarezza, mentre fatico di piu' a scegliere il telefono al posto della mail, perche' nel primo caso temo di disturbare: a una mail rispondono quando hanno voglia e tempo, mentre a una telefonata devi rispondere subito, la trovo piu' vincolante... mi capita di farne, non tutte le persone con cui interagisco usano regolarmente l'email, ma... beh, se posso uso la mail, anche se capisco che il tuo discorso sia sensato :)

fradefra:

Lorenzo, forse mi sono spiegato male. Intendevo dire che l'opinione di chi ci ascolta è importante, indipendentemente dal fatto che sia giusta o sbagliata. Volevo dire che se io dico qualcosa a qualcuno, non conta che questa sia giusta secondo me. Conta che sia giusta secondo chi ascolta. Allo stesso modo, se io che la dico la percepisco giusta, ma chi mi ascolta la percepisce sbagliata, quello che conta è questo.

Chi fa marketing, secondo me, non può partire dal presupposto che tocca agli altri capire, ma deve pensare al fatto che è lui che deve farsi capire, così come è lui che deve adattarsi.

Morena, comprendo quanto dici, ma se uno chiaramente ti dice che preferisce che tu lo chiami al telefono e tu continui a mandargli email, non ti stupire se poi lui butta tutto...

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