Da più di dieci anni non sopporto i
tecnicismi... 
...da qualche anno non sopporto neppure i tecnici... 
... però... evviva
la tecnologia 
Mi capitano frequentemente, ma nella sola giornata di ieri
eccovi quattro situazioni che mi hanno messo addosso un'allegra
frenesia da
ubriacatura tecnologica 
Caso 1 - Mi chiama una signora per informazioni su un corso da far frequentare al figlio, dicendomi che non può venire alla prima edizione - "Quand'è il prossimo?" - mi chiede.
Gli dico che io
sono solo un
povero cuoco, che del calendario non ne so nulla, che deve chiamare la
signorina dell'amministrazione (ahi, ahi, ora Mari mi insulta
), che io ho il computer acceso,
quando mi viene in mente che da qualche tempo uso proprio il BlackBerry
come palmare.
"Ah, guardi, ho le date sul calendario del telefono, se mi aspetta, posso tentare di dare un occhiata" - dico, aggiungendo - "sentirà qualche bip bip, sono io che mi sposto da un programma all'altro, non ci faccia caso, mi aspetti. Le va?"
"Sì, sì, faccia pure, aspetto" - risponde. Io allontano il cellulare dall'orecchio, con un pulsante richiamo il menu di cambio applicazione, seleziono il calendario, scorro le velocemente le settimane e trovo che dal 19 aprile al 23 ci sarà l'edizione successiva del corso.
La signora saluta con mille ringraziamenti.
Evvai, con pochi click ho evitato di dover appuntare un memo per ricordarmi della cosa, la scrittura di una email a Mariangela perché inviasse l'informazione, la sua presa in carico ed invio di un'altra email e naturalmente il rischio che qualcosa si inceppasse o che la signora dovesse riscrivermi perché le date non le andavano bene.
Caso 2 - Sono in treno, sto
tornando a Lonigo da Milano dove ogni venerdì vado per la
riunione direzionale in Tradeplus (beh, non si può fare un
post senza la marchetta, no?
).
Sulle gambe ho il MacBook Pro, che già è uno sfarzo tecnologico per conto suo, sto rispondendo off-line ad alcune email, preparo la newsletter Maisazi News. Sono off-line perché la chiavetta Vodafone va ad ore, sulla tratta Milano / San Bonifacio la linea è molto ballerina e consumerei tempo senza realmente poterne fare buon uso.
In una delle due mani ho il BlackBerry su cui ho la navigazione Internet flat. Ogni volta che mi serve un'informazione la cerco su Google, consulto le pagine che mi interessano, mentre riporto il tutto sul documento che sto scrivendo col Mac.
Forte no? La gente che mi osserva
penserà che sono un po' strambo, con un notebook ed un
cellulare in mano, ma io sono riuscito a lavorare tre ore (il treno ha
fatto ritardo come al solito) senza avere il minimo problema di
connessione e senza usare neppure un minuto del mio credito sulla
chiavetta. Fichissimo 
Caso 3 - Chiamo Pietro e con lui concordo le date di un corso di PPC per quattro sue persone. Siamo messi veramente male, c'è il rischio che si debba organizzare tra domenica e lunedì.
Che c'è di tecnologico?
Solo il fatto che sul Mac sto consultando la mia agenda personale, che è costantemente integrata con quella di Mariangela e con le due aziendali di maisazi.com e di YoYo - formazione rotolante tramite un meccanismo che usa un'area ftp di appoggio. Ognuno di noi dopo 5 minuti vede la situazione aggiornata.
Basta con le telefonate prima di ogni appuntamento.
Caso
4 (e ultimo) - Sono stanco, decido di smettere di lavorare,
ma manca ancora mezz'ora all'arrivo. Metto via il notebook, ho in mano
il cellulare. Vado col browser su Facebook e faccio fuori notifiche,
richieste di amicizia e commenti. Dieci minuti risparmiati la prossima
volta che accendo il Mac (cioè stamattina). Già
questo da solo avrebbe il diritto di essere annoverato come uno dei
casi, ma ieri ne ho avuti diversi, quindi gli abbasso l'importanza
Poi passo a Messenger. C'è in linea Bruna, gli scrivo che ho organizzato l'incontro con Lucchinetti per vedere l'officina dove artigianalmente produce i lavec in pietra ollare che rivenderemo su PentoleOnline (seconda ed ultima marchetta). Lei me lo aveva indicato e fatto apprezzare ormai tre o quattro mesi fa.
Chiacchieriamo, mi chiede se ho letto il suo post sul lavegg (lei lo chiama così), gli spiego che non solo, ho visto anche un suo intervento di risposta ad una ragazza su un blog, in relazione alle differenze tra quelli fatti realmente in Italia e con la pietra ollare, rispetto a quelli fatti in Brasile e con la pietra saponaria (molto più economici e porosi).
Mi chiede il link, gli spiego che non posso perché sono sto chattando dal BlackBerry e che glielo invierò da casa, poi invece vado sul menu di cambio applicazione, passo al browser, vado in cronologia, mi cerco la pagina che avevo consultato proprio sul cellulare un'ora prima, copio l'indirizzo, torno alla chat, incollo.
Evvai!
Troppo spesso nella vita ci lamentiamo per ogni cosa, ma i veri problemi sono altri e noi invece siamo una ristrettissima cerchia planetaria di gente che ha possibilità negate alla maggior parte degli altri. Sappiamo sempre che domani mangeremo ed abbiamo la tecnologia ad aiutarci in mille piccoli modi.


